Agnesino d’Argento

L’Agnesino d’Argento è un riconoscimento creato dalla Pro Loco di Somma Lombardo nel 1987 che intende premiare un Cittadino Benemerito che si sia distinto a favore della comunità in opere di carattere culturale, sociale, sportivo, nella salvaguardia del territorio, della storia, delle tradizioni e della cultura locale al di fuori della normale attività lavorativa in forma del tutto volontaristica, tali da attribuire lustro alla città.

La premiazione delle prime tre edizioni furono a carico esclusivo della Pro Loco mentre la Parrocchia mise a disposizione gli spazi per la premiazione. Infatti il primo Agnesino, che nelle prime tre edizioni consisteva in una targa d’argento, fu consegnato al Cav. Ambrogio Rossi nella Basilica di Santa Agnese in occasione della ricorrenza della Santa patrona mentre i due successivi riconoscimenti furono consegnati su sagrato della basilica.

Nel 1989, in occasione del XXX° anniversario di elevazione di Somma Lombardo a città, l’Amministrazione Comunale interviene nell’organizzazione della cerimonia.
Il premio assunse così la forma di una statuetta in argento che raffigura fedelmente la statua lignea di S. Agnese custodita nella chiesa omonima di Roma.

A partire dall’edizione del 1990 fino al 2008 la cerimonia si svolge all’interno del Palazzo Comunale, la mattina del giorno fissato per la celebrazione della festa patronale mentre dal 2009 la cerimonia si svolge al teatro cinema Italia in occasione del Concerto di Capodanno.

Gennaio

L’Agnesino viene consegnato ogni anno nel mese di Gennaio

Considerazioni storiche sulla iconografia della nostra S. Agnese Patrona di Somma Lombardo

L’artistica statua lignea raffigurante Sant’ Agnese, opera di Filip e Robert Stuflesser, maestri intagliatori di Ortisei, ci riporta alla memoria quell’antica immagine della nostra Patrona commissionata e scolpita nel lontano 1489.

È così che nell’agosto di quell’anno l’intera comunità di Somma e i suoi signori incaricano per mezzo di procuratori Antonio Raimondi di Milano e Rolando de Bottis abitante a Somma, di realizzare un’ancona lignea da porre nel coro dell’altare maggiore della chiesa di S. Agnese. L’opera doveva essere intagliata, dipinta e indorata allo stesso modo e con tutte quelle figure e ornamenti che apparivano in un disegno dimostrativo, oggi perduto, già sottoscritto e approvato in precedenza dai sindaci dei Visconti consignori del borgo di Somma.

Antonio Raimondi è nome ben noto perché tanto citato in numerosi documenti relativi a grandi opere milanesi in cui compare sempre in qualità di pittore – decoratore. Ed è così probabile che anche a Somma il suo compito dovesse essere quello di dorare e dipingere ciò che l’altro maestro, il sommese Rolando de Bottis, avesse intagliato. Con l’occasione è doveroso citare le due pregevoli statue lignee che affiancavano quella menzionata di Santa Agnese, precisamente Santa Barbara e Santa Maria Maddalena scolpite in un unico tronco ad eccezione della chioma. Le tre statue presentano una particolare identità di stile e dimensioni tali da farle ritenere parte di un unico complesso ligneo.

Oltre che per l’apprezzabile fattura, l’interesse di queste statue aumenta perché collegabili ad un nuovo documento che ne rivela la data dell’esecuzione ed il nome dei loro esecutori. (Fondo Notarile notaio Besozzi Gian Andrea Filippo, filza N° 1958, 11 agosto 1489).
Queste le notizie pubblicate sul volume “Giovanni Antonio Amadeo” – Scultura e Architettura del suo tempo. Pubblicazione curata dalla Società Storica Lombarda di Milano e stampata nel 1993 Capitolo “Documenti inediti per Giacomo del Maino e la scultura lignea in Provincia di Varese” a cura di Paola Torno.

Dopo questi brevi cenni artistici – storici, alcune notizie sul recente passato di queste tre statue: Negli anni 70/80 del secolo scorso erano custodite nella chiesa di S. Vito di Somma Lombardo. Danneggiata durante i lavori di scavo per la costruzione dei condomini di Viale Maspero e Via Dolci in Somma Lombardo, furono per sicurezza collocate sull’altare del Crocifisso, rimodernato nello stesso periodo insieme all’altare maggiore secondo le disposizioni conciliari. In seguito portate nella casa parrocchiale ed accantonate provvisoriamente in attesa di restauro. Lavoro eseguito magistralmente nel 1997 per mano delle Romite del Sacro Monte di Varese. Attualmente, dopo essere state poste in maestà durante una solenne celebrazione liturgica in Basilica voluta dal Prevosto Don Gilberto Donnini, sono conservate in deposito al Museo Diocesano di Milano. Veniamo ai tempi nostri. La devozione e la venerazione secolare che i sommesi tributano alla Patrona Santa Agnese, già eletta avvocata del Casato Visconti in ricordo della loro vittoria sui Toriani a Desio nella notte del 20 gennaio 1277, vigilia della festa di Santa Agnese, hanno concretizzato nell’arte e nell’iconografia il desiderio di premiare proprio con un immagine della Santa un cittadino sommese, meritevole per impegno e di esempio alla comunità. Così nel 1989 nasce la bella statuetta in argento che raffigura fedelmente la marmorea statua di Santa Agnese, custodita nell’omonima Basilica di Roma opera di Ercole Ferrata. In essa è raffigurata la giovane martire che orante, miracolosamente non viene assalita dalle fiamme che la lasciano illesa, per subire successivamente la decapitazione, pena riservata ai patrizi romani.

Allora si era pensato di riprodurre questa immagine di Agnese guardando non solo alla bellezza dell’opera scultorea, ma guardando soprattutto con “cum oculo fidei” il luogo del martirio della Vergine romana, segnato dalla costruzione della Basilica dedicata proprio a Santa Agnese in Agone sita nella odierna splendida Piazza Navona di Roma.
Arte e sentimenti rendevano quindi più che valida la concordata decisione di premiare i sommesi con questa statuetta intrinseca di significati e preziosa nel materiale usato.

Ma tutto varia e quando si agisce a fin di bene, nell’intento di dare messaggi, ben vengano i cambiamenti effettuati, cercando nello stesso tempo di far conoscere e spiegare il perché di certe decisioni che non devono essere scambiate per manovre politiche o superficiali decisioni prese dimenticando la tradizione e la sensibilità delle persone.
Arte e fede sono doni così grandi che devono elevarci e non farci scadere in aride polemiche che inevitabilmente diventano spiacevoli incomprensioni.

Le innovazioni sensate non annullano le tradizioni, sovente avvicinano maggiormente ai significati veri e profondi.
A gennaio 2016, in concomitanza con la nostra festa patronale, dopo 27 anni, l’Agnesino d’argento, conosciuto ormai da tutti, ha lasciato il posto ad un’altra statuetta realizzata con altre dimensioni e diverso materiale con l’ausilio delle moderne tecnologie della stampa 3D.

I cultori delle tradizioni si sono indignati. La loro capibile indignizione forse sarebbe svanita se doverosamente edotti, spiegando loro perchè il “venerato” Agnesino d’argento è stato sostituito con una riproduzione della statua lignea di Sant’ Agnese recentemente donata alla nostra Basilica grazie ad un generoso lascito delle nostre Orsoline.

La stessa richiama quella scolpita dal sommese Rolando de Bottis nel 1489. Ecco la sua intrinseca preziosità, il suo storico valore!
Non dobbiamo quindi indignarci, bensì vedere nel nuovo Agnesino il ritorno alle origini della nostra religiosità esternata nell’arte che vince il tempo e conserva valori che devono allietare gli animi scorgendo in questa nuova riproduzione, apparentemente modesta e povera, quella preziosa statua di Santa Agnese antica di 527 anni che ha guardato la nostra Città ed accolto le suppliche di generazioni di sommesi anche quando, prima del suo restauro, sembrava dimenticata nell’archivio parrocchiale.

A conclusione di queste nostre umane considerazioni ci rimane la certezza, per chi crede in certi valori, che Santa Agnese al di la del tempo e delle sembianze frutto della nostra creatività, veglierà sempre sulla nostra Somma e su tutti i sommesi che in lei venerano la santa patrona.

Per gli altri il vanto di intravvedere nel nuovo Agnesino la bellezza dell’antico simulacro, oggi ammirato a Milano e che fa parlare della nostra Città che costantemente vuole coniugare il suo antico motto “Summa Sidera Celsa Petit”. Tendere alle cose più alte, bandire tutto ciò che passa senza arricchire lo spirito. Questo è il miracolo che chiediamo oggi a Santa Agnese.

Considerazioni di Maurizio Maria Rossi per Pro Loco Somma Lombardo e per tutti i coloro che amano la nostra storia.

Albo d’oro

1987 – 1° Agnesino
Cav. Ambrogio Rossi

1988 – 2° Agnesino
Sign. Luigi Briante

1989 – 3° Agnesino
Sign. Giuseppe Galletta

1990 – 4° Agnesino
Comm. Ignazio Vanelli

1991 – 5° Agnesino
Ing. Roberto Camarda

1992 – 6° Agnesino
Dott. Don Luigi Castano

1993 – 7° Agnesino
Sign. Gian Piero Mercandelli

1994 – 8° Agnesino
Rev. Don Antonio Paganini

1995 – 9° Agnesino
Sign. Bernardo Tapellini

1996 – 10° Agnesino
Gruppo Volontari Croce Rossa

1997 – 11° Agnesino
Cav. Mario Gianello

1998 – 12° Agnesino
Sign. Adriano Negri

1999 – 13° Agnesino
P. I. Luciano Tapellini

2000 – 14° Agnesino
Sign. Patrizio Otello

2001 – 15° Agnesino
Sign. Francesco Pellegrino

2002 – 16° Agnesino
Dott. Enzo Pellai

2003 – 17° Agnesino
Sign. Claudio Vezzaro

2004 – 18° Agnesino
Suor Wanda Carnevale

2005 – 19° Agnesino
Sign.ra Ines Cova

2006 – 20° Agnesino
Don Gilberto Donnini

2007 – 21° Agnesino
Maestra Margherita Aspesi

2008 – 22° Agnesino
Ing. Attilio Selvini

2009 – 23° Agnesino
Sign. Gianpaolo Grossoni

2010 – 24° Agnellino
Sign. Alessandro Perfetti

2011 – 25° Agnesino
Ing. Roberto Mona e Sign. Ennio Cosentino

2012 – 26° Agnesino
Associazione Naturcoop

2013 – 27° Agnesino
Associazione Autoamica

2014 – 28° Agnesino
Sign. Roberto Martegani

2015 – 29° Agnesino
Sign. Carlo Ferrario

2016 – 30° Agnesino
Sign. Pietro Scidurlo

2017 – 31° Agnesino
Sign. Mauro Mainardi